17/02/2012 - livecity.it


Ugo Dehaes porta a Roma un po’ di sana scuola di Danza Contemporanea: “Women” e’ sublime
 
Miracoloso spettacolo all’Auditorium Parco della Musica: come un grido, lo spettacolo “Women” richiama a se’ i linguaggi piu’ cari alla danza contemporanea, sfuggendo da stilemi e pregiudizi, e richiamando a se’ movimenti, studi coreografici e linguaggi del corpo insiti nella “nuova danza”. Il belga Ugo Dehas incarna i piu’ grandi coreografi degli ultimi tempi, mettendo in scena 8 donne over 35 e portandole allo stremo psicologico e fisico, facendole “suonare” come strumenti musicali, muovere come essenza primordiale, e intrecciare coreograficamente con tecnica e giudizio. Un capolavoro.
 
Ugo Dehaes coreografia
 
danzatrici:
Louise Chardon
Marie De Corte
Ida De Vos
Miryam Garcia Mariblanca
Sayaka Kaiwa
Kayoko Minami
Natascha Pire
Karin Vyncke
 
Al momento “Women” e’ il regalo piu’ grande che ci ha fatto l’edizione di quest’anno, regalando uno di quegli spettacoli cui un insegnante di danza contemporanea dovrebbe obbligare alla visione (rigorosamente dal vivo: colgo l’occasione per ribadire la mia personale convinzione che la danza e’ un’arte per definizione vive, e in un video completamente spogliata del suo senso) le sue allieve.
 
Quest’opera fa scuola sia per i movimenti e il modo in cui vengono eseguiti (totale coscienza di ogni cm di corpo), sia per la coreografia (vediamo geometrie tessute con dovizia, un percorso energetico perfettamente studiato, uno sforzo di ricerca e sperimentazione), sia per il modo in cui si pone.
 
Con un pubblico sconcertatamente abituato a muovere il corpo soltanto sotto gli effetti della musica, “Women” ricorda come siamo noi stessi strumenti musicali, e come noi stessi siamo musica per il nostro corpo. Lo spettacolo vive soltanto dei respiri, delle grida, dei suoni e delle parole mozzate delle attrici in campo, che non soltanto devono ballare con una attenzione clinica estenuante, ma devono anche eseguire un concerto vocale non facile. Ci sono modulazioni interessanti persino per chi e’ appassionato di musica contemporanea, e i pezzi dove il coro delle otto donne ricerca delle onde prima crescenti e poi decrescenti sono uno spettacolo nello spettacolo.
 
Il lavoro che c’e’ dietro “Women” e’ mostruoso, lascia senza fiato, e il pubblico non puo’ che plaudire con una standing ovation dal cuore a un’opera che meriterebbe delle repliche a Roma e in tutta Italia. Educativo, pieno, cucito, intenso, magistrale.

- Federico Armeni

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